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Unione Arti Performative APS

Intervista col passato

Intervista col passato Intervista col Passato Intervista col Passato: il “talk show crime” che riapre i casi della storia Intervista col Passato è un format teatral–televisivo unico nel suo genere: un vero e proprio “talk show crime” storico, in cui i grandi enigmi del passato vengono riaperti come fossero casi di cronaca ancora da risolvere. Non siamo in aula di storia, ma in uno studio live: luci, ospiti, documenti sul tavolo e un pubblico che non assiste soltanto… partecipa all’indagine. In ogni episodio si mette sotto lente un caso: un omicidio, una morte sospetta, una biografia piena di zone d’ombra. Sul “palco–studio” arrivano le voci di Johann Joachim Winckelmann, Wolfgang Amadeus Mozart, Caterina de’ Medici, Caravaggio, Christopher Marlowe, William Shakespeare e altri protagonisti della storia. Attraverso documenti originali e ricostruzioni accurate il pubblico ascolta testimonianze, interrogatori, confessioni possibili: lettere, atti giudiziari, cronache d’epoca e ipotesi degli storici diventano il dossier di un’inchiesta teatrale dal vivo. La particolarità? I personaggi storici tornano a parlare in prima persona, raccontano la propria versione dei fatti, si difendono, accusano, lasciano sospetti e indizi. A guidare il pubblico in questa avventura c’è un conduttore, proprio come in uno show televisivo, che lo accompagna passo dopo passo dentro la storia. È lui a mettere ordine tra i documenti, incalzare i testimoni, sollevare dubbi e collegare i pezzi del puzzle. Con una narrazione coinvolgente, il conduttore, aiutato da due co-conduttrici d’eccezione, stimola il pubblico a riflettere sulle prove, fare domande, formulare ipotesi, trasformando la platea in una sorta di giuria popolare. Ogni spettatore è chiamato a prendere posizione: cosa è credibile? Cosa non torna? A chi dare fiducia? Il risultato è un’esperienza dinamica e interattiva, a metà tra teatro, inchiesta giornalistica e programma TV: non si assiste solo a uno spettacolo, si partecipa a un’indagine. Alla fine, più che una verità imposta dall’alto, resta una domanda aperta: noi, oggi, da che parte stiamo? Intervista col Passato: scopri i misteri della storia, diventa il detective del tempo. Crediti di Antonio Veneziano e Roberta Ventrella Attori: Antonio Veneziano, Myriam Cosotti, Irene Sualdin Ricerche storiche e contenuti video a cura di: Roberta Ventrella Foto di scena

Innamorarsi di Fabrizio

innamorarsi di fabrizio Innamorarsi di Fabrizio   Due attori, Enza e Antonio, si trovano sul palco in un viaggio disperato e affascinante: come rappresentare un gigante della musica italiana come Fabrizio De André? Non sanno da dove cominciare, sommersi dalla vastità del suo repertorio e dalla complessità della sua figura. La svolta arriva inaspettata con la scoperta di un vecchio diario, appartenente al fratello di Enza, un grande fan di De André. Questo diario è un tesoro di pensieri, aforismi, e riflessioni sull’artista. Attraverso le pagine ingiallite, Enza e Antonio trovano non solo ispirazione, ma anche una guida per comprendere e trasmettere al pubblico l’essenza di De André. Le letture e le musiche si intrecciano, portando alla luce non solo le canzoni più celebri, ma anche il lato più nascosto di De André. Si esplora la sua passione per l’astrologia e i tarocchi, che rivelano il suo mondo interiore e poetico, offrendo al pubblico una nuova prospettiva sul cantautore. Questa scoperta trasforma lo spettacolo in un’esperienza magica, dove la musica dal vivo di Giovanni Settimo, Enrico Apostoli e Gabriele Petracco accompagna il viaggio emotivo dei protagonisti. Le note delle canzoni di De André risuonano, mentre gli attori conducono il pubblico attraverso un percorso fatto di poesia, emozioni e misteri. Alla fine, il pubblico non può fare a meno di innamorarsi di Fabrizio De André, vedendo non solo l’artista, ma anche l’uomo dietro la leggenda, con le sue passioni, le sue riflessioni e il suo universo affascinante e misterioso. Crediti di Antonio Veneziano Attori e cantanti: Antonio Veneziano, Enza De Rose  Direzione musicale: Giovanni Settimo Musicisti: Giovanni Settimo (chitarra e piano), Enrico Apostoli (basso), Gabriele Petracco (batteria e vibrafono) Realizzato per Trieste Estate 2024 In replica al Teatro dei Fabbri (Teatro Stabile di Trieste la Contrada ) il 13 e 14 dicembre 2024 Foto di scena

Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa Ti regalerò una rosa Attraverso un’immersione nelle sue esperienze personali, dalle prime influenze alla sua formazione professionale, lo spettacolo rivela il percorso che ha portato Basaglia a diventare un’icona della lotta per i diritti umani dei malati mentali. Lo spettacolo intende raccontare l’uomo Basaglia, che prima di essere medico era padre e marito, ed attraverso la sua quotidianità si farà riviere la nascita di quell’ideale che è diventato poi la battaglia dei diritti. In un momento in cui la lotta per i diritti e la dignità delle persone con problemi di salute mentale continua, “Ti regalerò una rosa … La guerra per la libertà ” offre uno spazio per riflettere sul passato, onorare il presente e ispirare il futuro. Crediti di Antonio Veneziano Attori: Antonio Veneziano, Myriam Cosotti Realizzato per: Trieste Estate 2024 Teatro il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia 17 e 18 maggio 2025 https://unioneartiperformative.it/wp-content/uploads/2024/09/Trailer-Ti-regalero-una-rosa.mov

Che coss’è l’Amor?

CHE COSS’È L’AMOR? Che coss’è l’Amor? Un viaggio introspettivo attraverso, canzoni, musica e parole alla scoperta del sentimento più nobile conosciuto al mondo. Che coss’è l’Amor? Nel saggio filosofico del 1960 “I quattro amori”, C. S. Lewis si interessa degli affetti umani e individua 4 tipologie o forme di amore: l’agape o carità, che è una forma d’amore diretta verso l’altro per favorirne la sopravvivenza. L’affetto, che è la richiesta di vicinanza dell’altro. La philia o amicizia, basata su un amore che si nutre di ammirazione, sostegno e di attribuzione di qualità positive nell’altro. L’eros che ha la sua radice profonda nel desiderio sessuale che genera desiderio di possesso ed esclusività.  Non esiste un modo solo di amare, o d’amore ogni relazione è caratterizzata dall’interazione continua con l’altro.  Ed è questo di cui lo spettacolo intende parlare … dei diversi modi d’amare e delle diverse sfumature dell’amore.  Un excursus non soltanto tra le diversità amorose ma anche tra i diversi punti di vista che contraddistinguono i due sessi, che da sempre la scienza ha definito poeticamente “come due universi lontanissimi che nel corso di una intera vita riescono soltanto a sfiorarsi ma mai ad incontrarsi”.  Lo spettacolo porterà, quindi, lo spettatore a considerare che il concetto di “amare” può modificarsi a seconda della persona con cui si è in relazione e del tipo di relazione che intercorre con essa.  Note di regia  I due protagonisti, un uomo e una donna, porteranno sul palcoscenico momenti di vita quotidiana ricostruendo le varie fasi dell’amore di coppia (dal giorno del primo incontro/scontro, la cotta, il primo appuntamento, la passione, l’odio, la gelosia, i litigi e tutto quello che ne consegue) alternando momenti di drammaturgia contemporanea, improvvisazione e musica.  Crediti di Antonio Veneziano Attori e cantanti: Antonio Veneziano, Enza De Rose  Direzione musicale: Giovanni Settimo Musicisti: Giovanni Settimo, Enrico Apostoli, Mila Comel   Realizzato per Trieste Estate 2023 Acquistato dal Teatro Stabile di Trieste la Contrada per il 2024 Foto di scena

Alter Ego

ALTER EGO SOCIAL MA NON TROPPO Alter Ego social ma non troppo Che succede quando il mondo virtuale e quello reale si scontrano? In fondo i rapporti tra un uomo ed una donna toccano sempre le stesse dinamiche e i social media non hanno inventato nulla di nuovo.  Due colleghi di lavoro Antonio e Alessia  si ritrovano di lunedì mattina a parlare delle vicende e delle fantastiche esperienze passate nel fine settimana precedente. La discussione poi si focalizza su nuovi amori conosciuti sul web e  ne nasce una discussione. Chi sostiene che l’amore debba esistere e verificarsi nel mondo reale e quindi nell’incontro casuale e chi invece valuta positivamente gli incontri sul web. Di lì a poco accadrà qualcosa di insolito e fuori dal comune. Chissà come reagiranno i due?   Crediti di e con Antonio Veneziano e Alessia Franchin consulenza artistica di Giulio Ciabatti Per Trieste Estate 2023 Foto di scena

Porto San Rocco

L’Arciduca racconta… dal Cantiere degli Strudhoff al Porto San Rocco L’Arciduca racconta… dal Cantiere degli Strudhoff al Porto San Rocco Pochi conoscono la storia di Porto San Rocco e del suo grande bacino di carenaggio. Un uomo, con la passione per il mare, un certo Strudhoff, che a bordo ed al comando del brigantino “Psiche”, attirato  dalla curiosità di una città nuova, un nuovo porto franco, giunse nel 1815 in quel lido, che l’impero austroungarico aveva conosciuto come Tergeste. Lì conobbe la sua futura moglie che lo trattenne a Trieste, dove grazie al suo genio e collaborando con il cognato posero le basi per quello che diventò il più importante e poderoso cantiere navale di tutto l’Adriatico che il presente conoscerà come Fincantieri e della Fabbrica Macchine Sant’Andrea che oggi conosciamo come Warstila. Scritto  e diretto da Antonio Veneziano grazie alle ricerche storiche di Roberta Ventrella il testo ripercorre tutta la storia dell’uomo Strudthoff dal suo arrivo a Trieste ai giorni nostri. Crediti di Antonio Veneziano con: Marco Puntin, Antonio Veneziano e Zita Fusco Voce fuori campo Dario Agrillo     Una produzione Unione Arti Performative APS per il Rotary Trieste International con il supporto e la collaborazione della Contrada Teatro Stabile di Trieste e il Teatro Miela Foto di scena

O’ Cafè Chantant

O’ Cafè Chantant O’ Cafè Chantant All’interno di un caffè immaginario, in una qualsiasi città del pianeta, tre giovani s’incontrano, scherzano, giocano, si contendono la ribalta, dando voce ad alcuni personaggi che frequentavano il caffè Gambrinus. Battute, situazioni paradossali, poetiche e surreali, si alternano a imitazione dei numeri di arte varia di un café chantant, per riudire alcune tra le più famose canzoni che da Napoli sono migrate per varcare l’oceano, raggiungendo un successo e una fama internazionale, approdando anche al cinema o in certi romanzi gialli che oggi vanno alla grande. Un varieté di canzoni che furono composte da gente qualunque, proprio come quei ragazzi che sognano di uscire dall’anonimato delle loro storie.  Crediti di Giulio Ciabatti con: Antonio Veneziano, Pierluca Famularo, Irene Lay Una coproduzione Mousikdrama e Unione Arti Performative 27-28 giugno 2020 Foto di scena

Le acque della Reggia

LE ACQUE DELLA REGGIA Le acque della Reggia Lo spettacolo, in collaborazione con la Ventrella Edizioni, il Comune di Caserta, la Soprintendenza di Caserta e il Mibact, ha avuto un enorme successo nelle sue rappresentazioni passate: il 30 novembre 2013 e il  28 dicembre 2013 presso la Reggia di Caserta durante le aperture straordinarie promosse dal Mibact di Una Notte al Museo, il 10 ottobre 2014 presso la Reggia di Portici in collaborazione con il MUSA e durante la manifestazione del Natale alla Reggia nei giorni 27, 28, 29, 30 dicembre 2017 in collaborazione con la Reggia di Caserta.  Un evento straordinario che ha coinvolto artisti musicisti del territorio e ha avuto un grandissimo consenso da parte del pubblico che in alcune rappresentazioni ha superato le 10.000 persone.   Le Acque della Reggia, di Roberta Ventrella, è uno spettacolo teatrale e musicale che ricostruisce fedelmente la costruzione dell’Acquedotto Carolino, la grandiosa opera idraulica progettata da Luigi Vanvitelli nel 1751, con la regia di Antonio Veneziano e coreografie di Arianna Giovannetti. I testi sono stati elaborati da Roberta Ventrella, tratti dal libro Reali delizie, itinerario storico-artistico in Campania Felix di Ettore Ventrella e integrati dalla fedele ricostruzione delle lettere originali di Luigi Vanvitelli al fratello Urbano e del Ministro Bernardo Tanucci al Re Carlo di Borbone. L’obiettivo dello spettacolo è quello di approfondire la conoscenza dell’immensa opera dell’Acquedotto Carolino, soprattutto nella sua originale funzione di portare le acque non solo alla Reggia di Caserta ma fino alla città di Napoli contribuendo allo sviluppo agricolo e produttivo del territorio tra le due città. L’opera è ambientata negli anni dal 1751 al 1768 e si concentra sui lavori di progettazione e realizzazione dell’Acquedotto, dalla sorgente del Fizzo ai piedi del Taburno alla sommità della Cascata del Monte Briano della Reggia di Caserta. I pregiati costumi indossati dagli artisti provengono dalla produzione tessile – sartoriale a cura del Liceo Artistico di San Leucio. Le musiche, di Friedrich Georg Hendel, Pachelbel, Bach, Vivaldi, Orff  fanno da colonna sonora alla rappresentazione.  Crediti Spettacolo teatrale e musicale sulla costruzione dell’Acquedotto Carolino, la grandiosa opera idraulica progettata da Luigi Vanvitelli nel 1751. Progetto di Roberta Ventrella  Testi tratti da tratti dal libro Reali delizie, itinerario storico-artistico in Campania Felix di Ettore Ventrella, delle lettere originali di Luigi Vanvitelli al fratello Urbano e del Ministro Bernardo Tanucci al Re Carlo di Borbone. Regia: Antonio Veneziano Coreografie: Arianna Giovannetti Costumi: Liceo Artistico di San Leucio Musiche: Friedrich Georg Hendel, Pachelbel, Bach, Vivaldi, Orff Realizzato presso la Reggia di Caserta nelle edizioni 2013 e 2017 in collaborazione con la Ventrella Edizioni, il Comune di Caserta, la Soprintendenza di Caserta e il Mibact Edizione 2014 presso la Reggia di Portici in collaborazione con il Musa   RASSEGNA STAMPA Edizione 2013_1 Edizione 2013_2 Edizione 2013_3 Edizione 2013_4 Edizione 2017_1 Edizione 2017_2     LOCANDINE Edizione 2013 Edizione 2014 Edizione 2017_1 Edizione 2017_2 Edizione 2017_3 Edizione 2017_4 Edizione 2013 Edizione 2014 Edizione 2017 Carica altro Edit Template